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Calcio virtuale, come funziona

Nel calcio virtuale il risultato non dipende da nessuna prestazione sportiva: è deciso da numeri pseudo casuali generati da un sistema certificato, e la partita che si vede sullo schermo è soltanto la rappresentazione animata di quell'estrazione. Per questo non esistono forma, infortuni o statistiche da studiare.

Redazione Betfinder243 min di lettura
Calcio virtuale, come funziona
Foto: jeshoots.com · Wikimedia Commons, CC0

Come viene deciso il risultato

In Italia le scommesse virtuali sono scommesse a quota fissa su eventi simulati, regolate dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e offerte solo da concessionari autorizzati. Nella nota informativa dell'ADM sulle probabilità di vincita, le scommesse virtuali sono definite come scommesse su eventi simulati al computer, il cui esito è mostrato con una grafica animata o con un evento reale registrato in precedenza; un evento virtuale "può essere immaginato come una rappresentazione visuale dell'estrazione di un numero pseudo casuale".

Il protocollo tecnico dell'ADM per le scommesse su eventi virtuali descrive il meccanismo: la piattaforma di gioco del concessionario chiede al totalizzatore nazionale i numeri pseudo casuali necessari per determinare il risultato ufficiale dell'evento, e nello stesso momento il totalizzatore chiude l'accettazione delle giocate su quell'evento. Il risultato, quindi, è stabilito quando nessuno può più scommettere, e le immagini della partita arrivano dopo. Le squadre sullo schermo non hanno una stagione alle spalle, e un risultato precedente non rende più o meno probabile quello successivo.

Cosa significano le quote

Le quote non nascono dall'analisi delle squadre, ma da un sistema certificato: agli esiti con probabilità più alta corrispondono quote più basse, e alle probabilità teoriche viene applicato un margine, la cosiddetta lavagna o allibramento. Il calcolo si fa dividendo 100 per ciascuna quota e sommando i risultati.

L'ADM usa come esempio una corsa virtuale di sei cani con quote 7,96, 3,25, 6,60, 7,24, 3,69 e 5,48. Le probabilità implicite (100 diviso la quota) sono 12,56%, 30,77%, 15,15%, 13,81%, 27,10% e 18,25%: la loro somma non fa 100 ma 117,64, e quel 17,64 in più è il margine. Il ritorno teorico per chi puntasse su tutti gli esiti in proporzione alle quote è 100 diviso 117,64, cioè circa l'85%. Lo stesso vale per una partita virtuale: con quote di esempio 2,00 sull'1, 3,00 sulla X e 4,00 sul 2, le probabilità implicite sono 50%, 33,33% e 25%, la somma è 108,33% e il ritorno teorico circa il 92,3%. In media, quindi, nel lungo periodo si recupera meno di quanto si è puntato. Le percentuali di ritorno ammesse sono fissate da provvedimenti dell'ADM che possono essere aggiornati; il riferimento resta la normativa pubblicata sul sito dell'Agenzia.

Perché il ritmo veloce è un rischio

Gli eventi virtuali si susseguono a pochi minuti di distanza l'uno dall'altro, senza le pause tra una giornata e l'altra del calcio reale. Questo ritmo rende facile giocare di nuovo subito dopo una perdita per cercare di recuperarla: è il comportamento che gli specialisti chiamano rincorsa delle perdite, uno dei segnali tipici del gioco problematico. Nessun sistema di puntata cambia il margine incorporato nelle quote.

Chi gioca su un conto gioco può impostare limiti di deposito e usare l'autoesclusione, anche attraverso il Registro unico degli autoesclusi gestito dall'ADM. Per chi sente di non avere più il controllo esiste il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al gioco d'azzardo dell'Istituto Superiore di Sanità, 800 55 88 22, gratuito e anonimo, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16; numero e orari possono cambiare, quindi conviene verificarli sul sito dell'ISS.

Il calcio virtuale va quindi letto per quello che è: un gioco d'azzardo a estrazione, con quote che contengono un margine e un risultato che nessuna analisi può anticipare. Il gioco è riservato ai maggiorenni (18+) e può causare dipendenza.

Fonti

Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sono un invito al gioco. Scommettere è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza: se il gioco diventa un problema, chiedi aiuto ai servizi pubblici (SerD) o al Telefono Verde dell'Istituto Superiore di Sanità.